CAPPELLA SAN CRISTOFARO
La cappella, con origini molto antiche, più volte è stata interdetta nel corso degli anni, determinandone l’abbandono e quindi il degrado. Nel 1993 è stata restaurata sia all’esterno che all’interno.
La cappella, con origini molto antiche, più volte è stata interdetta nel corso degli anni, determinandone l’abbandono e quindi il degrado. Nel 1993 è stata restaurata sia all’esterno che all’interno.
La chiesa dedicata a San Michele Arcangelo edificata nel 1680, da Antonio de Acampora, che riservò per sé e per i suoi, la sepoltura nella fossa eretta a sue spese nel pavimento, come testimonia la lapide di marmo apposta sulla chiusura. Dotata di un piccolo campanile ed un’ unica navata, ha al suo interno, sulle pareti laterali, archi poggianti su colonnine in muratura. Sull’altare è collocata una tela policroma a olio raffigurante San Michele nell’atto di trafiggere il demonio. L’opera del pittore seicentesco Andrea Malinconico presenta colori molto vivaci.
Di patronato della famiglia del cardinale Lorenzo dei baroni Brancati, ha forma rettangolare e alzata sul muro posteriore con nicchia per le campanelle. Questa cappella di patronato della famiglia del cardinale Lorenzo dei Baroni Brancati fu fondata nel 1623 dal Barone Bartolomeo Brancati, la cui lapide tombale è conservata nella cappella Gentilizia di Sant'Anna. La tradizione vuole che membro di questa famiglia fosse un cardinale vissuto nella seconda metà del Seicento .
L’originale chiesa, scaturita dalla natura dei luoghi, è viva testimonianza dell’antica origine di un sito il cui stesso nome era simbolico della sua localizzazione. Ponte era la borgata che, posta la centro di Agerola fungeva da snodo e collegamento per le quattro frazioni: Pianillo, Campora, Bomerano, San Lazzaro. La chiesa, unica nella borgata, fu elevata a parrocchia a seguito delle incessanti richieste del popolo, nel mese di novembre del 1644.
Edificata nel XIII secolo, negli anni è stata più volte rimaneggiata e avendo subito notevoli danni con l’evento sismico del 1980, restò chiusa per molto tempo. Successivamente con l’intervento del Governo, della soprintendenza ai Beni Storici di Napoli e dei fedeli della borgata, la chiesa è stata restaurata e riaperta al culto il 14 agosto 1999.
All’ombra dei resti di una roccaforte, si giunge al punto panoramico da piazza gen. Avitabile, attraverso una comoda strada immersa in un bosco ceduo castanile. Risalente all’epoca delle Repubbliche Marinare, costruito a baluardo di uno degli scenari più belli e suggestivi al mondo, il Castello Lauritano presenta un balcone non solo su Amalfi, sul suo Duomo e il suo mare, ma anche sulle storiche cittadine di Scala, Ravello fino a Punta Licosa nel Cilento.
Il Museo nasce per custodire, oltre all’importantissima sezione archeologica, una memoria minore, non ufficiale, fatta delle piccole cose di tutti i giorni.
Il territorio agerolese è stato raggiunto per la prima volta dagli Osci, l'antico popolo campano nato dalla fusione tra i forti montanari Sanniti e gli Opici, nel V secolo a. C. Gli Osci o Oschi si spinsero fino a Sorrento, attraverso i Lattari, dopo aver fondato la Repubblica Nucerina, che nel 474 a. C. comprendeva i territori di Nocera, Pompei, Stabia, Ercolano e Sorrento.
Il parco a misura di famiglia è interamente immerso nel verde: parco giochi e area picnic, ma anche un tour relax in un sentiero alberato di castagneti. Ideale per praticare sport all’aria aperta, a contatto con la natura e il paesaggio. Il suggestivo belvedere a picco sulla divina Costiera Amalfitana regala un romantico spettacolo di luci e colori, dove la linea azzurra dell’orizzonte segna il confine tra cielo e mare.
Uno scorcio conosciuto come Punta di San Lazzaro che assume un significato fortemente storico, essendo stato il punto che ha donato ispirazione al poeta partenopeo Salvatore Di Giacomo nella composizione di uno dei suoi più importanti capolavori artistici, la famosa lirica “Luna d’Agerola”. Dall’alto il belvedere domina Capo di Conca, offrendo alla sua sinistra la vista sulla Costa Cilentana e alla sua destra il paesaggio costiero di Punta Campanella.